La storia del topless

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Negli anni sessanta, e soprattutto settanta, togliersi il reggiseno in spiaggia diventò una cosa del tutto normale, una vera moda, per cui “diversa” era la ragazza, o anche la donna, che non se lo toglieva.

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Il primo topless dell’estate è come il primo giorno di scuola.
Spensierato.

Il modello originale del topless,  nacque nel 1964, per opera di Rudi Gernreich, un creatore di moda austriaco-americano, che chiamò questo costume monokini. Come si vede, il monokini era in fondo un castigatissimo costume intero, cui mancava la parte superiore, che veniva sostituita da due bretelline che lasciavano scoperto il seno. Probabilmente il creativo si era ispirato ai costumi di scena delle ballerine delle Folies Bergères, che già negli anni Venti ballavano con costumi simili. Rapidamente ribattezzato “topless”, il costume non veniva indossato negli Stati Uniti, anche perché esporre il seno nudo in spiaggia era (ed è) proibito. Diversa la situazione in Europa, e soprattutto in Francia, dove Brigitte Bardot lanciò la moda di prendere il sole senza il reggiseno del costume, in un Hotel di Saint Tropez. Dall’altra parte dell’Oceano in quegli stessi anni, a New York, la polizia ordinava di arrestare qualsiasi donna che avesse osato indossare un monokini. La stampa si occupò largamente di questo caso, che contribuì a far conoscere questo particolare costume in tutto il mondo. In Italia e in Spagna, la Chiesa mise in guardia contro la moda del topless, che comunque anche sulle nostre coste non sfondò mai, perché, seguendo la moda di BB, si preferì semplicemente togliersi il reggiseno, anziché indossare questo costume da bagno con inutili bretelle. Il monokini aprì comunque, a suo modo, la strada alla rivoluzione sessuale, sottolineando la libertà personale della donna di potersi scegliere l’abbigliamento che desiderava, anche se era considerato provocante. Il seno nudo spopolò al Festival di Woodstock nel 1969, che qui aveva il sapore di una rivendicazione femminista. Perché gli uomini potevano mostrarsi a petto nudo e le donne no? Il reggiseno divenne simbolo di discriminazione, tanto che negli Usa le femministe bruciarono in un grande rogo i loro reggiseni, davanti all’hotel in cui si svolgeva il concorso di Miss America. Perfino in Italia si diffuse piano piano la moda del topless.  Indimenticabile, la descrizione del sindaco di Pantelleria, che nel luglio del 1982 vietò il nudismo sulla sua isola per evitare quelle donne che “espongono al sole seni che sono stomachevoli escrescenze carnose, flaccide e bislunghe”.

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