La recensione: Middlesex di Jeffrey Eugenides

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middlesex



Trama:
Calliope Stephanides, rara specie di ermafrodito, ha vissuto i primi anni della sua vita come bambina, fino a quando l’arrivo della pubertà l’ha sottoposta a inevitabili trasformazioni. Responsabile della sua “eccentricità biologica” è un gene misterioso che attraversa come una colpa tre generazioni e che ora si manifesta dando inizio all’odissea di Callie: un viaggio che ci proietta nei sogni e nei segreti della famiglia Stephanides, tra furbi imprenditori e ciarlatani, sagge donne di casa e improbabili leader religiosi, in un alternarsi di nascite, matrimoni, scandali e segreti, che dalla Turchia ottomana si trasferisce nell’America del Proibizionismo e della guerra, dei conflitti razziali e della controcultura, del Vietnam e del Watergate. È un mito contemporaneo quello che Eugenides ci racconta, un romanzo di trasformazioni che affronta i temi più dibattuti dell’epoca moderna, da quello dell’identità a quello del tempo, in una sublime combinazione di elegia, avventura e analisi storico-sociale. Con questo libro Eugenides ha vinto il premio Pulitzer nel 2003.

Recensione:
Uno dei romanzi che nessuno, per nessuna ragione al mondo, dovrebbe far mancare nella propria libreria.
Eugenides è uno scrittore diretto, colto, completo, provinciale e al tempo stesso raffinato, dalla tecnica inconfondibile e dall’impronta cruda e controversa che riesce a dare alle sue opere. Middlesex è un romanzo che apre gli occhi, un romanzo che ha vinto un (meritato) premio Pulitzer, e che undici anni fa ha sollevato un velo su uno degli aspetti della sessualità che oggi infiammano polemiche, dibattiti, cortei e lotte per i diritti e i riconoscimenti. Protagonista è Calliope, che poi diverrà Cal, un intersessuale. Quante persone sanno davvero cos’è un intersessuale? Cosa significa nascere, sentirsi uno ma essere cresciuti come un altro? Oppure sentire di appartenere a una categoria differente di cui gli altri non capiscono nemmeno le dinamiche? Quanti sbagliano confondendo transessualità e intersessualità? Quanti pensano che i sessi siano soltanto due?

Il sesso è biologico, il genere è culturale

Questo libro è una cronaca, è la saga della famiglia Stephanides che in tre generazioni racconta come la genetica, il caso e le circostanze siano in grado di rivoluzionare diverse vite, di quanto le coincidenze e i desideri si intreccino per giungere a un risultato inaspettato, dove forse sarebbe bastato un minuto in più o in meno, una parola detta così invece che cosà per cambiare le cose. Un percorso evolutivo straordinario, narrato con la rara maestria che Eugenides riesce a orchestrare, in cui combina eventi storici all’analisi dell’animo umano, intrecciando dramma e commedia, cinismo e ingenuità, articolando un romanzo vivo, pulsante, intenso come un’esistenza stessa.

Il lettore vede attraverso lo sguardo di Calliope-Cal, che lo guida e gli dà una mano per comprendere meglio riflessioni e sviluppi, che getta basi onnicomprensive che aiutano a entrare perfettamente non solo nei personaggi ma anche nelle situazioni, nelle case, nei giardini, nelle stanze, nelle emozioni che ognuno di essi prova, disfacendoli e riducendoli al minimo comune denominatore in modo da renderli nudi e da svelare qualsiasi loro segreto. Impietoso, imbarazzante, tenero, ironico, bizzarro, Middlesex è un’opera che esamina la crescita interiore di un essere umano che non appartiene a nessuna delle due schiere in cui la società tende a generalizzare le persone, e lo fa mostrandoci ogni tappa, mostrandoci non solo ciò che accade nel suo mondo, ma anche nel suo cuore.Come ho detto prima, è un libro che non dovrebbe assolutamente mancare in nessuna casa. Al di là delle esasperazioni stilistiche di Eugenides – talvolta le descrizioni a matrioska si allungano a dismisura, si gettano in digressioni eccessive e inutili ai fini della trama, sono dettagli sì approfonditi ma che hanno l’unico scopo di sostenere se stessi – questo romanzo potrebbe anche essere inteso come una sorta di diario emotivo in grado di insegnare molto.

In Europa si stima che un bambino su cinquemila nasca intersessuale, e che quindi presenti organi di riproduzione sia maschili che femminili. La Germania è il primo stato che ha riconosciuto legalmente l’esistenza del terzo sesso, e dal primo novembre in suolo teutonico sarà possibile registrare un pargolo come “neutro”, in modo che sia l*i in futuro a decidere se optare per uno dei due sessi, oppure se continuare a mantenere la propria identità separata e individuale. Middlesex è in grado di spiegare cosa significhi appartenere al terzo sesso, a quello che nei secoli passati è sempre stato visto come un tabù o come una disfunzione genetica; è un lungo percorso aggraziato, delicato ed esaustivo che si addentra in un argomento che molti non conoscono o di cui hanno soltanto sentito parlare.

Fonte: Scrittevolmente.com

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