Craxi nel 1985: “La lotta armata dei palestinesi è legittima”.

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Il 6 novembre 1985 l’allora Presidente del Consiglio, Bettino Craxi, in un discorso alla Camera, legittima la lotta armata palestinese e auspica una restituzione delle terre “occupate” da Israele.Bettino Craxi

Anno 1985, mancano sette anni all’inizio di Tangentopoli e alla fine della “Prima Repubblica”. Il Presidente del Consiglio è Bettino Craxi, si, proprio quel Craxi che diverrà il capro espiatorio di tutto il malaffare politico italiano.



Il 6 novembre di quell’anno, durante la seduta antimeridiana, la Camera dei Deputati “impegna il Governo a riferire con il massimo di compiutezza sui principi e sugli obiettivi generali della politica estera della Repubblica”.

L’atmosfera in aula si surriscalda quando il Presidente del Consiglio, Bettino Craxi, dice la sua sulla questione palestinese. Parole, quelle dell’ex segretario del PSI, che sarebbe impossibile sentir pronunciare oggi da un primo ministro italiano (e non solo). Parla di “occupazione” da parte di Israele dei territori arabi, auspica una “restituzione” di quelle terre e ritiene legittima la lotta armata dell’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina). Parole che, come è facile immaginare, dividono la Camera e causano forti proteste dei parlamentari filo-atlantisti e filo-israeliani (compresi alcuni appartenenti al MSI), ma anche tanti applausi dai deputati del gruppo della sinistra indipendente e del gruppo del PSI.

Riportiamo qui di seguito il resoconto stenografico di quel giorno, con i passaggi più importanti del discorso di Craxi sulla questione palestinese.

BETTINO CRAXI, Presidente del Consiglio dei ministri: “Bene, [Israele] occupa da 18 anni territori arabi, abitati da popolazioni arabe.

Noi pensiamo che debba restituire questi territori in cambio della pace, negoziando tale restituzione. Questo è il passaggio essenziale ; tutto il resto è proprio contorno, tutto il resto è proprio secondario. Il passaggio essenziale è questo: è un fiume che deve essere varcato (Commenti del deputato Muscardini Palli). Ebbene, se la questione nazionale palestinese esiste, se ha un fondamento, e se i palestinesi hanno diritto ad una rivendicazione nazionale, anche l’azione dell’OLP deve essere valutata con un certo metro, che è il metro della storia.

Vedete, io contesto all’OLP l’uso della lotta armata non perché ritenga che non ne abbia diritto, ma perché sono convinto che la lotta armata non porterà a nessuna soluzione. Sono convinto che lotta armata e terrorismo non risolveranno il problema della questione palestinese. L’esame del contesto mostra che lotta armata e terrorismo faranno solo vittime innocenti, ma non risolveranno il problema palestinese. Non contesto però la legittimità del ricorso alla lotta armata che è cosa diversa (Vive proteste del deputato La Malfa – Commenti all’estrema sinistra. Vive proteste del deputato Martino).

Quando Giuseppe Mazzini, nella sua solitudine, nel suo esilio, si macerava nell’ideale dell’unità ed era nella disperazione per come affrontare il potere, lui, un uomo così nobile, così religioso, così idealista, concepiva e disegnava e progettava gli assassini politici . Questa è la verità della storia (Commenti del deputato Pochetti); e contestare ad un movimento che voglia liberare il proprio paese da un’occupazione straniera la legittimità del ricorso alle armi significa andare contro le leggi della storia (Applausi dei deputati del gruppo del PSI). Io dico una cosa, io dico che l’OLP. . . (Vivi applausi all’estrema sinistra, dei deputati del gruppo della sinistra indipendente e di deputati del gruppo del PSI -Proteste a destra).

Si contesta quello che non è contestato dalla Carta dei principi dell’ONU: che un movimento nazionale che difenda una causa nazionale possa ricorrere alla lotta armata.”

Luigi La Montagna

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