Libri: ADESSO di Chiara Gamberale

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Recensione di “Adesso” (Feltrinelli, 2016) di Chiara Gamberale.



Fonte:patrialetteratura.com

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Una meccanica delicata. Una pallina che sobbalza raramente tra le costole. Un cuore rosso buffone che pulsa desiderio e paura. E il tempo, che c’è e non cambia, ma ci cambia. Una meccanica delicata quella dei sentimenti. Come delicata e intensa è la meccanica di “Adesso” (Feltrinelli), il nuovo romanzo di Chiara Gamberale.

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Tornano alcuni personaggi di “La zona cieca”, Lidia, Lorenzo, Toni. Ma adesso il tempo ha fatto vari giri, più o meno a vuoto, per Lidia e non solo. Ma adesso la pallina è tornata a farsi sentire, e non si può più ignorare. Ma adesso il cuore, mentre si difende e morde, si difende un po’ meno, si affida un po’ di più. Adesso arriva Pietro sfiancato dalla paura come Lidia; con un matrimonio a monte come Lidia; con una figlia, come quella che a Lidia manca. E intorno a loro, tra Roma e Milano, Luca, Valentina, André, Rosemary, Mina, creature in fuga e in cerca, nella centrifuga dei giri a vuoto, che fanno numero ma che danno come risultato sempre zero.

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Fino a quando arriva un dettaglio dell’altro o dell’altra a insinuarsi tra le nostre costole: gli occhi da gorilla ferito di Luca, o le scarpe da uomo di Pietro, le gonne da adolescente di Lidia e la sua voce di bambina che fuma, gli occhi pieni di speranza di Valentina. E quel dettaglio mette in moto trasferimenti, bugie per spaventare il meno possibile, verità confessate per smettere di avere paura di spaventare, e l’amore immaginato, sperato e agito. L’amore a cui si chiede troppo e a cui si chiede troppo poco. E il passato che si allinea, che ci saluta senza andarsene mai ma che fa vivere adesso. E soprattutto, la storia di Lidia e Pietro è una storia in cui nessuno è la seconda scelta di nessuno, non si può stabilire una graduatoria, siamo quello che scegliamo in un preciso momento. E la scelta è unica, e il fatto stesso di scegliere richiede impegno e abbandono. Comporta quello che, senza ammetterlo, temiamo di più: il cambiamento.

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Illuminante l’idea di Gamberale del curriculum vitae amatoriae. L’autrice ne compone uno per Lidia e uno per Pietro. Dentro ci sono i traumi, l’infanzia, breve storia del padre e della madre e le relative modalità di interazione con i genitori, le esperienze sentimentali significative e la conoscenza della lingua straniera degli altri esseri umani, solo per citarne alcune voci. Un curriculum fondamentale che dovremmo stilare tutti e scambiare con la persona a cui ci consegniamo. Una maniera per decifrare il guazzabuglio che siamo.

Chiara Gamberale, attraverso una terza persona che conosce a fondo i suoi personaggi e le voci autonome dell’indiretto libero, sonda i fondali dei sentimenti. Come già ci ha abituati ma allargando ancora lo spettro di possibilità, cambiando, crescendo. Adesso Wendy non sta più alla finestra in attesa di Peter. Adesso è il tempo in cui i fusi orari dentro cui viviamo si sincronizzano. “Adesso” è un varco, un’erosione della pellicola di sicurezza che ci avvolge. “Sarà un casino. Sì. Qualcuno si farà del male. Probabilmente tutti. O magari… O magari no.” Adesso siamo noi, da maneggiare con cura.

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