Streets of Rage: la Trilogia

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Fin dagli anni ‘80, sono le esclusive a caratterizzare il successo di una console e, quando queste non potevano esserci, si doveva rimediare in qualche modo, solitamente facendo qualche clone o giù di lì. Con Final Fight e Double Dragon esclusi dalle console Sega e Street Fighter II ancora in dirittura di arrivo, la madre di Sonic non poteva certo star ferma a guardare e accontentarsi dei prodotti dedicati al suo porcospino o all’eroe Wonder Boy: pertanto, decise di rompere il ghiaccio, producendo il “suo” picchiaduro a scorrimento, Streets of Rage nel lontano 1991, seguito negli anni a venire da altri due capitoli. La lotta alla rivale Capcom era appena cominciata.



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TITOLO ORIGINALE: Bare Knuckle
GENERE: Picchiaduro a scorrimento
ANNO: 1991 – 1992 – 1994
CASA DI SVILUPPO: Sega
PUBBLICATO DA: Sega
PIATTAFORMA: Sega Mega Drive, Sega Master System, Sega Game Gear
SUPPORTO: Cartuccia

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Tre i personaggi selezionabili nel primo episodio (Adam, Axel e Blaze), quattro nel secondo (Axel Skate Blaze e Max) e altrettanti nel terzo (Axel, Skate, Blaze e il Dr Zan, più 2 bonus sbloccabili). Lo schema di gioco viene mutuato pari pari da Final Fight: si va avanti, si picchiano gli scagnozzi di turno, si raccolgono ogni tanto armi e oggetti bonus e si affrontano i boss di fine livello. Ovviamente è presente la modalità multiplayer per due giocatori (niente online all’epoca, solo locale), ma per fortuna era presente qualche variazione sul tema. Il campionario di mosse è più ampio del solito, la varietà di certo non manca: nel primo e terzo capitolo ci sono più finali, mentre nel secondo ed ancora nel terzo possiamo trovare anche una modalità di combattimento 1 vs 1. Niente che faccia impensierire il mostro sacro Street Fighter II, ma ben venga.

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Come sempre c’è anche una trama inconsistente com’era tipico all’epoca, salva la città prendendo a mazzate tutti quelli che ti si parano davanti, anche i tuoi amici con cui stai giocando (se proprio vuoi fare un’opera completa :P ). Sul comparto tecnico tutti e tre i capitoli presentano una grafica molto buona, belli gli sprites e animati molto bene: belle anche le ambientazioni, ottima la colonna sonora, peccato per i soliti urletti gracchianti dovuti al chip sonoro del Mega Drive.

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“…Sega decise di rompere il ghiaccio, producendo il “suo” picchiaduro a scorrimento, Streets of Rage nel lontano 1991, seguito negli anni a venire da altri due capitoli. La lotta alla rivale Capcom era appena cominciata…”

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Il primo Streets of Rage fu molto ben accolto dalla critica e dagli utenti Sega, venendo considerato ancora tutt’ora un capolavoro in grado di rivaleggiare ad armi pari con i più grandi esponenti del genere; si lasciava giocare e divertiva parecchio. Il secondo episodio di questa saga migliorò quanto di buono visto nel primo capitolo, fattore che lo rende il “top di gamma” dell’intera trilogia; personalmente l’ho finito parecchie volte, ma è con il terzo capitolo che iniziarono i veri problemi.

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Il gioco era praticamente immutato, a parte un personaggio giocabile e due bonus, persino i nemici possedevano gli stessi sprites (ripresi dal precedente episodio), magari con qualche cambiamento nella palette cromatica; addirittura assistiamo al riciclaggio di alcuni boss. Insomma, dopo questo massacro la serie finì. Non che fosse male questo terzo episodio, assolutamente, era comunque molto giocabile, ma pagare uno sproposito all’epoca per materiale già visto e provato era un crimine contro l’umanità e fu così che nel 1994 la saga chiuse la sua corsa. Ci fu un tentativo di ripescaggio in chiave moderna qualche anno fa, ma fallì, chissà che un domani non venga ripreso…. Se volete goderveli e siete sprovvisti di un Mega Drive funzionante, consiglio la Sega Mega Drive Ultimate Collection, disponibile per Playstation 3, in mezzo a tanti games dell’epoca, si affaccia anche questa trilogia.

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