Guardare indietro nel tempo col cronovisore di Padre Ernetti custodito dal Vaticano

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La notizia ha del sensazionale: in Vaticano verrebbe tenuta gelosamente nascosta una macchina capace di vedere il passato, attraverso una sorta di televisore.



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Uno strumento scientifico portentoso e fantastico, che potrebbe divenire pericoloso per l’intera umanità: il “cronovisore”, così si chiama la scoperta, captando gli eventi del passato, li farebbe vedere come si sono realmente svolti, svelando anche rischiosi segreti. La macchina sarebbe stata inventata da un ricercatore italiano, padre Pellegrino Alfredo Maria Ernetti, monaco benedettino, conosciutissimo esorcista, musicologo di fama internazionale e scienziato, vissuto a Venezia, nel convento benedettino dell’isola di San Giorgio Maggiore, dove è morto, nel 1994.

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A rivelare la scoperta è un libro “bomba” pubblicato in Francia, a Parigi, dalle Edizioni Albin Michel: “Le noveau mystère du Vatican” (Il nuovo mistero del Vaticano”) del teologo francese padre Francois Brune. Brune è un personaggio assai noto in Francia: professore di teologia, ha pubblicato libri di notevole impegno, accolti sempre con grande interesse anche dalla stampa laica. Il suo nome, come quello della casa editrice, sono una garanzia di serietà scientifica e per questo il volume che ha dedicato al cronovisore ha riaperto congetture e discussioni infuocate, diventando una miscela esplosiva. Padre Pellegrino costruì dunque la macchina e i risultati furono portentosi. Per usare le sue stesse parole : “Volevamo per prima cosa verificare che quello che vedevamo fosse vero. Così iniziammo con una scena abbastanza recente. Regolammo l’apparecchio su Mussolini che pronunciava uno dei suoi discorsi. Poi risalimmo nel tempo, captando Napoleone (era il discorso con il quale annunciava l’abolizione della Serenissima Repubblica di Venezia per proclamare la Repubblica Italiana). Successivamente andammo nell’antica Roma, una scena del mercato ortofrutticolo di Traiano; un discorso di Cicerone, uno dei più celebri: la prima Catilinaria. Abbiamo visto ed ascoltato il famoso: “Quosque tandem Catilina“. Non solo: fu anche udito e trascritto l’intero testo di una tragedia di Quinto Ennio: il Thyestes. Ma, cosa ancora più sconcertante, fu assistere alla Passione di Gesù in ogni dettaglio, la sua morte in croce e la sua resurrezione”.

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A riprova delle sue affermazioni, Padre Ernetti dichiarò che al folle quanto rivoluzionario progetto, parteciparono – oltre a lui, 12 scienziati tra i quali: Padre Agostino Gemelli, fondatore dell’Università cattolica di Milano; un nobel giapponese; Werner von Braun, progettista dei missili tedeschi V2, e poi capo del programma spaziale statunitense; Enrico Fermi; che non riuscì a vedere la realizzazione del progetto poiché morì due anni prima; un allievo dello stesso Fermi ed altre personalità del mondo della fisica. Dodici partecipanti a quella che doveva essere la scoperta più sensazionale della Storia del genere umano!

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E’ chiaro che una invenzione del genere poteva sconvolgere il mondo ed è per questo che è stata smontata e rinchiusa in un sotterraneo del Vaticano lasciandola all’oblio del tempo sperando che nessuno mai ne parlasse o avesse continuato gli studi di padre Ernetti, che probabilmente si è portato nella tomba il segreto della meravigliosa macchina del tempo.

 

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