La Grindhouse Releasing pubblica in bluray l’edizione definitiva del gore cannibalico firmato da Umberto Lenzi

Share:
Metti mi piace alla nostra pagina!

A New York un gruppo di poliziotti capeggiati da Rizzo (Robert Kerman) si mette sulle tracce di Mike, uno spacciatore. Intanto Gloria che studia antropologia si avventura in Sud America per provare la sua tesi assurda, ovvero che il cannibalismo è solo un mito e non esiste. Accompagnata da Rudy e da Pat si trova subito nei casini quando la sua jeep si impantana nella foresta. In quel frangente incontrano Mike ed il suo amico di scorribande che stanno fuggendo dai cannibali. La mattina dopo Mike convince Pat a torturare e stuprare una nativa. Gli autoctoni sbottano e decidono di vendicarsi delle angherie subite.



CANNIBAL FEROX - OWS (10)

La frase dal film: “Ma non potevamo andare ad Acapulco invece che in questo posto di merda!?

La Grindhouse Releasing pubblica in bluray l’edizione definitiva del gore cannibalico firmato da Umberto Lenzi

Fonte della recensione

Un film che si presenta con un curriculum nel quale risalta il fatto di essere stato bandito in 31 paesi (è nel Guinnes per questo!) non può che trovare il suo posto di riguardo nel mio sito. Ultimo della trilogia lenziana sui cannibali, trilogia che vede come primo esponente Il paese del sesso selvaggio (1972 – primo film cannibal) e come secondo Mangiati Vivi! (1980). Un film che repelle e diverte per l’iperbolica violenza e per la nostalgia di un cinema che ora non c’è più. In verità Lenzi qui ci va giù davvero pesante e come al solito ci sono le ingiustificabili violenze sugli animali che portano il film, che sarebbe potuta essere una “simpatica” fiera dell’ultragore, in un territorio molto più pericoloso ed insano, nonché criminale (per una mia filippica a riguardo andate a leggere la recensione di Cannibal Holocaust).

cannibal-ferox-eye-for-violence

A differenza dell’appena citato CH, però, qui il livello recitativo è squallido ed i dialoghi sono davvero risibili, mentre in CH il plot e l’interazione fra i personaggi saranno più intricati e meglio strutturati. Lenzi si trova forse più a suo agio con il giallo all’italiana (es.: Spasmo, 1974 e Gatti rossi in un labirinto di vetro, 1975) mentre qui cavalca un’onda da lui stesso creata che ha come unica giustificazione l’exploitation nelle sue forme più estreme ed idiote a discapito di qualsisi cosa che non sia l’exploitation stesso. In questo Cannibal Ferox potrete vedere, tanto per darvi un’idea: Radice al quale viene reciso il pene, Radice a cui viene tagliata la calotta cranica e rimane a cervello al vento (Radice se la passa maluccio nel film…ma se la va a cercare!), a Pat vengono attaccati degli uncini al seno e la cosa fa male solo a guardarla, poi ci sono budella, stupri, i soliti animali uccisi e tanto altro ancora. Va detto che a posteriori, Radice commentando il film, si è vergognato e si è detto disgustato da quell’operazione cinematografica; Lenzi invece ne parlava sempre con grande soddisfazione ed affermò “Quando si fanno questi film bisogna anche accettare cose al limite della sicurezza e un certo sacrificio. Sennò uno fa il Bagaglino e non rischia nulla” (Stracult, Giusti, 2004, p. 131). E infatti la successiva fatica di Lenzi si intitolò Cicciobomba (1982). In conclusione, roba tosta per gli appassionati di gore che qui troveranno più di quanto in verità vorrebbero vedere e roba squallida per gli amanti del cannibal che qui troveranno meno di quanto si sarebbero aspettati di vedere, almeno a livello di trama ed interpreti. D’altronde tutto il film si basa sull’asunto dell’antropologa la quale ritiene che “Il cannibalismo è un invenzione del colonialismo bianco“! Ho detto tutto. Anzi, no: i mainstreamers, i sensibili e gli iscritti al WWF si tengano a debita distanza.

Il film è noto all’estero come Cannibal Ferox o Make them die slowly o Woman from deep river.

Ti Piace questo Articolo?

mammt_banner