Posso dire che la Rossana non mi è mai piaciuta?

Share:
Metti mi piace alla nostra pagina!

Mangiarne una equivale a mettere in bocca un cucchiaino di zucchero. Va bene essere nostalgici ma attenti alla salute e ammettere che certi prodotti potrebbero essere superati, no?



Fonte

26005695b87c8dc29332c02ff5b36a95_L

La famosa caramella Rossana ultimamente fa parecchio parlare di sé. Prima si è detto che sarebbe stata eliminata dalla produzione di Nestlé, a seguito dell’indignazione social, tutto è stato subito smentito, specificando che l’amata Rossana sarebbe rimasta insieme a noi. Di ieri la notizia che non solo vivrà oltre i 90 anni che festeggia quest’anno, ma torna ad essere italiana grazie all’acquisto della piemontese Fida, già madre di Sanagola e Charms, assieme ad altri nomi storici come Spicchi. La Nestlé, nello smentire l’addio a Rossana, aveva detto che se ne vendono 800 tonnellate l’anno e smantellarla non era proprio il caso. Venderla sì, perché – pare – il brand vuole concentrarsi sul cioccolato. Di quelle 800 tonnellate possiamo dire che, oltre alle sale d’aspetto, probabilmente buona parte finisce nelle tasche – e nei denti -di un Paese vecchio all’anagrafe come negli stili di vita?

mammt_banner_summer

“Ci ha colpito il calore e l’affetto dimostrato dai consumatori nei confronti di Rossana negli ultimi mesi” ha detto Leo Wencel, capo Mercato Gruppo Nestlé in Italia, tutto soddisfatto però della vendita. “Ampliamo il nostro portafoglio con brand storici molto amati”, ha ribattuto contento anche Eugenio Pinci, presidente e ad di Fida. Contenti anche gli italiani di una certa età, che avevano imparato ad amare la nonna grazie alle “rosse”. Ma davvero le Rossana ci piacciono ancora? Non appartengono, forse, a una tradizione alimentare che oggi, con la nuova consapevolezza in tema di cibo e salute che abbiamo maturato, dovrebbe essere vista sì con nostalgia ma anche un minimo di attenzione? La lista degli ingredienti della Rossana potrebbe mandare in iperventilazione qualsiasi madre: zucchero, sciroppo di glucosio, latte concentrato zuccherato, olio di arachide, siero di latte in polvere, latte scremato in polvere, burro anidro, nocciole, mandorle, armelline, aromi, lecitine di soia. “Una caramella equivale a circa un cucchiaino di zucchero – ci ricorda Lucilla Titta, nutrizionista dello Ieo – e, considerato che se ne raccomanda l’assunzione di massimo 5-6 cucchiaini al giorno, sarebbe forse meglio passare a una caramella – se piacciono le caramelle – di nuova generazione, senza zucchero e quindi più sana anche per i denti. Oggi le caramelle contengono dolcificanti tutti assolti dalle accuse di essere dannosi “. I gusti sono gusti, ma diciamo che, a mio avviso, oggi a una caramella possiamo chiedere qualcosa di più. Perché allora tutto quell’amore social? Perché siamo un Paese vecchio, nostalgico e abbarbicato su gusti e immagini che hanno caratterizzato la nostra infanzia. A rischio di risultare impopolare, poi, vi dirò: a me la Rossana non è mai piaciuta.

Ti Piace questo Articolo?

mammt_banner