No Man’s Sky, verso l’infinito e oltre: la prova

Share:
Metti mi piace alla nostra pagina!

Un’intera galassia da esplorare: è davvero il gioco spaziale definitivo, o poteva essere meglio?

Prezzo: 59,90 euro | Voto: 7,5



Fonte:Wired

1471013242_1608_No-Mans-Sky-rece_09-600x335

Come si fa a raccontare No Man’s Sky, il gioco d’esplorazione spaziale più atteso, chiacchierato e pompato da due anni a questa parte? Ti piazza nel mezzo di un universo con 18,5 trilioni di pianeti, che anche visitandoli per un solo secondo l’uno, servirebbero quasi 600 miliardi di anni per toccarli tutti. E sono generati casualmente in modo procedurale – il che significa che le cose che ogni singolo giocatore vedrà, probabilmente nessun altro o quasi le vedrà mai. Dunque, come affrontare un titolo simile? No Man’s Sky è più un’esperienza che un gioco tradizionale: ognuno la vivrà in modo unico e diverso, e allora provo a raccontare la mia.

Pronti via, e mi ritrovo su un pianeta a caso di questo universo sterminato con l’astronave guasta. È frustrante, ma serve a farti comprendere i meccanismi base del gioco. Che sostanzialmente sono: esplora, raccogli materie prime, assembla oggetti e potenziamenti. E non farti vedere dalle maledette sentinelle meccaniche mentre approfitti dell’ambiente naturale per procurarti le risorse: ti attaccano e ti eliminano con una facilità disarmante. E non sono l’unico pericolo. Sul mio pianeta diluvia pioggia acida: la tuta spaziale mi protegge, ma si logora e va costantemente riparata utilizzando specifiche materie prime. È un sollievo quando trovo una grotta e scopro due cose: è solo la pioggia a corrodere, non l’aria, e ci sono un sacco di minerali e vegetali che posso raccogliere al riparo dalla vigilanza delle sentinelle. Dentro la grotta è un tripudio di colori. Mentre all’esterno l’acido produce un paesaggio desertico, con sfumature di beige e rosso spento, all’interno le materie prime hanno verdi brillanti, blu, rosa, gialli. Non ci sono forme di vita; in compenso, fuori incontro una sorta di giraffa con un sedere al posto della testa. Pare che esistano oltre 10 milioni di specie animali in No Man’s Sky, e penso che potrei già aver incrociato una delle più assurde. Fino a quando, su un altro pianeta, incontro dei puff saltellanti. Dopo un’oretta abbondante di esplorazione, finalmente riparo l’astronave. Accendo i motori, schizzo verso il cielo e in pochi secondi sono in orbita, pronto a visitare nuovi mondi.

cbf63e0c-dec4-41d1-9ef0-7d3002fc5230-2060x1166

Diverse ore più tardi ho girato alcuni pianeti e qualche stazione spaziale, ho affrontato climi artici, desertici e radioattivi. Ho incontrato una manciata di forme di vita aliene evolute e imparato qualche parola nella loro lingua. Ho visto animali di tutte le forme, alcuni me li sono fatti amici dando loro da mangiare, altri ho dovuto affrontarli perché ostili. E ho scoperto che quelle odiose sentinelle meccaniche sono dappertutto e non ti lasciano tranquillo un secondo. Ho anche imparato che se trovi dell’oro è meglio venderlo prima di tornare in orbita, perché è facilissimo incontrare pirati spaziali intenzionati a rubarti il carico: ho provato a fare come Han Solo tentando un salto nell’iperspazio per seminarli, ma se sei sotto attacco non puoi farlo e devi per forza contrattaccare. La battaglia spaziale è nettamente più difficile di quella contro le sentinelle meccaniche, e quindi nel corso di circa 20 ore di gioco sono morto in più di un’occasione. E soprattutto è emerso in modo spiazzante che non ero neanche all’inizio di un gioco pressoché illimitato. Tuttavia, pur nella difficoltà di esprimere un giudizio univoco avendone visto una parte infinitesimale, si possono fare alcune considerazioni. Intanto è fondamentale non chiedere a No Man’s Sky di essere quello che non è: durante i mesi di attesa, l’hype è sfuggito di mano e un sacco di gente ha fatto congetture lavorando di fantasia. Ma alla fine il gioco è onesto, a modo suo spartano, e con un’anima indie.

No-Mans-Sky-Dock

Se non ti piace l’idea di esplorare, raccogliere materie prime e assemblare oggetti, allora No Man’s Sky non fa per te. È una dinamica ben congegnata e appagante, ma il grosso del tempo lo trascorri migliorando progressivamente l’attrezzatura e gestendo le risorse. Esiste un accenno di trama, ma è talmente rarefatta da rappresentare più che altro una scusa per passare dal punto A al punto B. Viceversa, se ti affascina il puro gusto della scoperta qui trovi mondi sorprendenti (per quanto alla fin fine si tratti di variazioni sul tema), con una fauna e una flora che in alcuni frangenti lasciano a bocca aperta. Ed è intrigante l’idea che molto probabilmente su quel pianeta ci atterrerai solo tu e nessun altro. No Man’s Sky si estende più in vastità che in profondità. Se ami perderti nell’infinito, senza uno scopo reale, allora ci giocherai per ore. Altrimenti la noia potrebbe arrivare rapida. Personalmente, so che la mia avventura spaziale non è finita.

Wired
La musica e i suoni sono perfetti. Sa suscitare un senso di meraviglia. Impari le lingue aliene lentamente, ma che soddisfazione quando le padroneggi.

Tired
Nessuna forma di multiplayer reale: peccato. Il sistema di combattimento è migliorabile. Non c’è una mappa su cui marcare dove sei stato per tornarci successivamente.

Ti Piace questo Articolo?

mammt_banner