Il vero motivo per cui i vostri amici mettono “mi piace” ai vostri post su Facebook

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Nella vita di tutti i giorni ci sono poche cose soddisfacenti quanto vedere un nuovo “mi piace” a un proprio post su Facebook. Penserete che stia scherzando, ma un “mi piace” a una cosa che abbiamo pubblicato su Facebook ci fa sentire felici ed esaltati.

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Ci sono anche delle prove scientifiche: alcuni studi hanno mostrato che quando pubblichiamo qualcosa sui social non solo avviene un rilascio di dopamina, ma un’area del cervello, chiamata nucleus accumbens, si attiva secondo le stesse modalità di quando pensiamo a cose piacevoli come il sesso, il cibo e i soldi. La nostra rete di interazioni sociali sintetiche, la nostra finta realizzazione personale e l’illusione di essere popolari scatenano questa reazione—una specie di dipendenza—lasciandoci poi con il bisogno di ottenere ulteriori pollici in su digitali. La cosa triste è che la maggior parte di questi “mi piace” sono una farsa. Mentre vi congratulate con voi stessi per aver ottenuto decine di “mi piace” con la vostra ultima immagine del profilo c’è qualcuno che, seduto dietro al computer, sta ridendo sotto i baffi per il mi piace che vi ha appena regalato. Esclusa vostra madre, infatti, le persone che cliccano “mi piace” a un vostro status intendendo davvero “mi piace” sono pochissime. Già, a volte i mi piace vogliono addirittura dire “mi fa schifo”. Credetemi, è così. Ecco alcune delle ragioni dietro ai “mi piace” che ricevete ogni giorno.

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LEALTÀ

Prima di iniziare, una buona notizia: alla gente di solito non frega niente della roba che pubblicate, ma ci sono anche persone che vi vogliono davvero bene, e il loro mi piace è assicurato. La microscopica fetta dei vostri amici di Facebook per cui sareste disposti a farti sparare sono le persone che cliccheranno quel pollice in su sempre e comunque, e viceversa. Cliccheranno “mi piace” anche se non è così, perché sono amici e gli amici servono a questo. La stessa cosa vale per le persone a cui di voi non frega poi tanto, ma che si sentono obbligate a convincervi del contrario. Tipo quel ragazzo che avete incontrato quella sera in quel locale, con cui siete stati insieme quella notte e che poi non avete mai più sentito—quando un giorno condividerete la foto di vostro figlio, potrete contare sul suo “mi piace”. Per quanto riguarda gli sconosciuti, esistono relazioni di “mi piace” simbiotiche. Le vostre interazioni online sono molto più rilevanti di quelle che avete mai avuto di persona. Se li incontrate per strada probabilmente vi fermate un secondo, abbassate lo sguardo e tirate dritto. Ma continuerete a scambiarvi “mi piace” per sempre, in un gioco tutt’altro che divertente a cui solo la morte metterà fine.

VENDETTA, PARTE UNO

È successo a tutti di scorrere pigramente Facebook ed essere improvvisamente colpiti da qualcosa—una persona del nostro passato che è riapparsa improvvisamente proprio al centro della home. Ma invece di dilungarsi in messaggi volti a mostrare la bellezza della sua vita, questa persona sta esprimendo un qualche tipo di malessere. Qualcosa tipo, “Oggi mi sento proprio giù :(” È un treno che non potete perdere. Questo sì che vi piace. Vi piace il fatto che il karma sia per una volta dalla vostra parte, vi piace il fatto che la sua sofferenza sia sufficientemente moderata da non dovervi nemmeno sentire in colpa. E soprattutto, vi piace quella perversa soddisfazione che provate facendo credere a quella persona che nel momento del bisogno state dalla sua parte. È la vendetta perfetta: gustosa e senza vittime.

VENDETTA, PARTE DUE

Ogni tanto vi compaiono nella home dei post tanto imbarazzanti che non potete fare a meno di mettere “mi piace.” La persona che li pubblica dovrebbe ricevere un premio per il contributo che presta alla stupidità del mondo. Il caso classico è quello dell’idiota che pubblica le sue lamentele non richieste sulle persone di cui si circonda. Parla di un luogo dove non esiste il perdono, dove la “fiducia” e la “lealtà” sono valute instabili e i “veri amici” sono sempre meno ogni giorno che passa. Chi gli fa notare l’abisso di stupidità in cui nuota viene liquidato come “hater.” Del resto se tutti ti odiano allora vuol dire che sei nel giusto, giusto? Vedere con i propri occhi che al mondo esistono persone del genere può farvi bene. Magari non a livello assoluto, ma su un piano più personale. Anche nei vostri momenti peggiori, quando sarete rossi di vergogna e avrete sospeso ogni giudizio morale su quello che vi circonda, sarete sempre meglio di lui. O di lei. Quindi sì, effettivamente state mettendo “mi piace” al fatto di essere una persona un tantino migliore.

SESSO

Molto spesso, mettendo “mi piace” facciamo le veci dei nostri genitali. Insieme all’atto dei “preferiti” su Twitter, è il modo più facile e meno impegnativo per far capire a una persona che siamo interessati. Un tempo, per questo su Facebook c’era la funzione “poke,” che esiste ancora oggi anche se la usa solo quel tuo amico che ogni volta che manda un poke ride per dieci minuti. Adesso il più blando “mi piace” può essere usato per mettere in moto una serie di eventi, la cui conclusione può tradursi o meno in azioni estremamente pratiche. Scorrere le foto è un po’ come fare un giro a un mercato del bestiame: i compratori possono studiare attentamente ogni capo e con i loro “mi piace” comunicare il loro interesse. Se nella foto c’è anche un’altra persona che non è amica del soggetto, l’intenzione dietro al “mi piace” è molto esplicita. Chiunque abbia una relazione sa che almeno una volta al mese c’è una crisi dovuta al fatto che uno dei due pensa che ci sia qualcuno che vuole sottrargli l’amato. Ricordate: gli amici non permettono che il numero di “mi piace” alla foto profilo di un amico resti basso. Se siete troppo discreti ed educati per una dichiarazione tanto esplicita, potete aggirare il problema e provare a lanciare i vostri segnali mettendo “mi piace” alle foto in cui la persona è taggata. Oppure potete mettere “mi piace” a una foto di qualcosa di divertente, o a una in cui le persone fotografate non sono vistosamente in posa. In questo modo il vostro intento diventa molto più ambiguo e misterioso. State dicendo una cosa tipo, Ciao, mi piace il fatto che tu ti stia divertendo. E forse, magari, vorrei anche fare sesso con te. Questo vale solo per le foto che vi appaiono in bacheca, ovviamente. Non vorreste mai che l’altra persona pensi che la state spiando, e che dedicate tutta la pausa pranzo a osservare le foto che ha pubblicato negli ultimi otto anni. Per un approccio ancora più sottile e sofisticato, potete mettere “mi piace” a uno stato in cui la persona racconta uno dei suoi ultimi successi, o a una canzone che ha pubblicato. Così facendo, lancereste il segnale che a voi e a quella persona piace la stessa musica (e che forse ve la fareste) o che siete felici per come è andato il suo ultimo esame (e che forse ve la fareste). C’è un messaggio nascosto anche nel mettere “mi piace” a un video di gattini.

UBRIACHEZZA

Quando navigate su Facebook da ubriachi, tutte le regole di condotta vanno a farsi benedire. Vi ritrovate a guardare profili di sconosciuti come se fossero quelli dei vostri più cari amici. Mettete “mi piace” in modo spericolato, e ne mettete tantissimi. La nuova foto di copertina della mamma della vostra ex? Certo che vi piace! Una vostra foto di due anni fa? Bellissima! Un ragazzo che non conoscete che esprime il suo dolore per la morte di un parente? Oddio, vi dispiace tantissimo, dovreste proprio mettere “mi piace” per dimostrargli che gli siete vicini!
Al vostro risveglio vi pentirete di tutto quello che avete fatto su Facebook la sera prima. Lo schermo del computer vi mostrerà un numero incredibile di notifiche, che deciderete sia meglio ignorare.

SINCERITÀ

Mettete da parte per un attimo lo scetticismo e provate a pensare a quante volte avete messo “mi pace” a qualcosa che vi piaceva veramente. A quelle pochissime volte in cui, per qualche ragione, volevate soltanto esprimere il vostro gradimento per qualcosa, senza secondi fini.  Il fatto è questo: come avranno visto quel vostro “mi piace” le altre persone? Quanto spesso avete messo “mi piace” alle loro stronzate? Se vi siete lasciati trasportare e lo avete fatto troppo spesso, potranno pensare che siate ossessionati da loro. Penseranno che passate in rassegna il loro passato, cantando una canzone che avete scritto mettendo insieme i loro status migliori. E se non riuscissero nemmeno a ricordare perché sono vostri amici su Facebook? E se non avessero nemmeno idea di chi siete? Magari per loro il vostro nome è solo uno tra i tanti di quelli che le hanno messo “mi piace” alla foto del profilo. Forse dopotutto è meglio non mettere “mi piace”. A niente. Poi, ovviamente, capite: tutte queste ipotetiche ripercussioni di un “mi piace” sono immaginarie. A nessuno frega niente—vogliamo solo ottenere “mi piace.” Quando uno sconosciuto mostra il suo gradimento per un’inutile parte della nostra vita, lo apprezziamo come se quel gradimento provenisse da un vecchio amico.

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