Italiani attenti, l’Iva può salire al 25%

Share:
Metti mi piace alla nostra pagina!

Se non calerà la spesa pubblica o le entrate fiscali non saliranno grazie al maggior gettito prodotto dalla ripresa, l’Imposta sul valore aggiunto (Iva) rischia di salire al 25% dal 2019.

Iva rischia aumento al 25% - Italiani



Iva al 25% entro 13 mesi

Altro che tagli alle tasse: dal 2019 l’Imposta sul valore aggiunto, meglio nota come Iva, rischia di aumentare nuovamente, fino al 25%, dal 22% attuale (aliquota ordinaria), ovvero al 13% (dal 10%) per l’aliquota ridotta. E’ quanto previsto delle cosiddette “clausole di salvaguardia” approvate nel 2011 dall’allora Governo Berlusconi e mai del tutto disinnescate dai successivi Governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni.

Perché un nuovo aumento

Secodo tali disposizioni, previste anche nella manovra di fine anno, se l’Italia non riuscirà a ridurre la spesa pubblica, che i governi Renzi e Gentiloni hanno semmai aumentato, o a incassare comunque più tasse, anche solo per l’effetto traino dato dalla crescita economica in atto, scatterà il “piano B”, più volte rinviato in questi anni e che prevede appunto l’aumento automatico dell’Iva tra il 2019 e il 2020.

Alternativa: meno spese o più tasse

Da qui a poco più di 12 mesi sapremo dunque se questa spada di Damocle si abbatterà definitivamente sui prezzi al consumo, o se il buon andamento dell’economia e una finanza pubblica meno “allegra” riuscirà a evitarlo. Un’ipotesi che difficilmente si verificherà, perché con le elezioni in arrivo entro maggio nessun partito parla di maggior rigore dei conti pubblici, tanto meno di qualche limatura a pensioni e spesa sanitaria (le due uniche voci consistenti del bilancio pubblico).

Tempo di promesse elettorali

Anzi, tutti dal centrodestra al centrosinistra passando per Lega e Movimento 5 Stelle, sembrano propensi a promettere di tutto di più (reddito di cittadinanza, aumenti delle pensioni minime, bonus Irpef a vario titolo etc), senza preoccuparsi di indicare da dove verrebbero le risorse con cui finanziare le nuove spese.

Paga sempre Pantalone

E pensare che la ripresa in corso renderebbe meno difficile operare qualche scelta e migliorare, se non altro, la qualità della spesa pubblica italiana, ora più che non pochi anni fa quando si mise mano ad una serie di riforme che ora si vorrebbero, semmai, annacquare. Per accontentare gli amici degli amici, alla fine pagherà sempre Pantalone, ossia i contribuenti italiani, su cui già oggi grava un peso del fisco pari al 53% del reddito lordo, tra i più alti al mondo?

Ti Piace questo Articolo?

mammt_banner