Ebola paura: 25 morti in pochi giorni

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Ebola, per l’Oms: «rischio di contagio alto»

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Ci sono stati già 42 casi, con 23 decessi con ogni probabilità correlati. Inizia a fare paura la nuova epidemia di ebola scoppiata nella Repubblica Democratica del Congo: la nona a partire dal 1976, anno in cui fu scoperta la famiglia di virus responsabili dell’epidemia di febbre emorragica. Ebola torna a fare paura. Il primo focolaio è stato registrato a Bikoro, piccolo centro situato sul Tumba ma quel che più preoccupa gli operatori sanitari è che la malattia ha raggiunto l’area urbana. Nelle ultime ore il ministro della Sanità Oly Ilunga Kalenga ha confermato il riscontro del primo caso a Mbandaka, città di oltre un milione di abitanti situata a 130 chilometri dal centro in cui è stato osservato il primo focolaio. Il «trasferimento» del virus preoccupa abbastanza. «Il passaggio in una grande città lascia supporre il prossimo aumento esplosivo dei casi», ha messo in guardia Peter Salama, vicedirettore generale dell’area emergenze dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, questa volta intervenuta in maniera tempestiva a supporto delle autorità sanitarie locali e delle organizzazioni non profit presenti sul territorio per limitare la diffusione del virus. Il caso a Mbandaka è «uno sviluppo preoccupante» secondo il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreseyus. «Ma ora abbiamo gli strumenti migliori di sempre per combattere Ebola – scrive su Twitter -. L’Oms sta dispiegando più esperti. Insieme ai partner stiamo prendendo iniziative decisive per fermare il focolaio». La strategia messa in atto dalle autorità sanitarie prevede il trattamento immediato e l’isolamento dei soggetti malati, tracciare i contatti, informare la popolazione sulla malattia: come prevenirla e dove cercare assistenza. Gli operatori sanitari sono al lavoro per rintracciare il più velocemente possibile le persone che sarebbero entrate in contatto con le persone malate. L’obiettivo è immunizzare queste persone con il vaccino che, seppur ancora sperimentale, si è rivelato efficace nell’epidemia del 2014. Sul territorio congolese sono già disponibili 4000 dosi di vaccino, ma la difficoltà nella somministrazione riguarda soprattutto le zone periferiche perché il farmaco va conservato a temperature molto basse (intorno ai -60 gradi).

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