I 5 migliori film rape and revenge

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Il filone “rape and revenge” è un sottogenere del cinema horror, il cui nome tradotto significa “stupro e vendetta”.

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Ci sono anfratti del cinema a cui è meglio non avvicinarsi. Generi tanto oscuri che il grande pubblico ignora. Un sottobosco cinematografico che pochi conoscono, uno dei sottogeneri più sanguinolenti dell’horror è il “rape and revenge“. Appartengono a questo genere solo i film in cui uno stupro è l’evento drammatico che scatena una vendetta: che sia condotta dalla vittima in prima persona (Non violentate Jennifer) o da un altro soggetto desideroso di giustizia (L’ultima casa a sinistra), la cosa importante è che il colpevole paghi nel modo più doloroso e violento possibile. Sono numerosi i titoli riconducibili al genere “rape and revenge” e tra questi ci sono alcuni titoli davvero di altissimo livello, come Cane di paglia del 1971, con un magnifico Dustin Hoffman. Le regole dei “rape and revenge” da seguire nella narrazione, sono semplici: lo stupro della protagonista; la sopravvivenza della vittima, la sua vendetta. Sono considerati “rape and revenge” movies più di 200 titoli, ma in realtà quelli che seguono tutti e tre le regole del genere e possono essere considerati tali, non vanno oltre i venti. Ecco la lista dei nostri cinque preferiti:

5 Revenge di Coralie Fargeat

Film recente, ma che si merita a pieno di rientrare in questa classifica, un revenge-movie estremamente diretto e crudo, il genere raccontato con un’ottica femminile (la regia). Jen e Richard sono amanti e si trovano in una magione in mezzo ad un deserto roccioso. Passano una notte di passione ed ecco che al mattino arrivano i due soci di lui, Stan e Dimitri. Pochi secondi e gli occhi visicidi dei due cadono sulle sinuose forme di Jennifer (Si noti l’omaggio nel nome della protagonista al film di genere “Non violentate Jennifer”). Il gore viene spiattellato senza chiedere permesso, un film che inchioda lo spettatore al video dall’inizio alla fine.

4 L’angelo della vendetta di Abel Ferrara

Con un budget ridicolo di 100.000 euro, il cineasta italoamericano nell’ 1981 mette in scena uno dei capisaldi del filone “rape and revenge“. Vittima di due stupri nell’arco di un solo giorno è Thana, una timida ragazza priva della parola. Da questo travaglio interiore scaturisce l’inevitabile metamorfosi, vestiti i panni da giustiziere, l’eroina comincerà la sua vendetta personale. l film è anche un inno macabro al caos della città, dove salvezza e condanna arrivano per caso.

3 La casa sperduta nel parco di Ruggero Deaodato

Ruggero Deaodato nel 1980 gira il suo “rape and revenge“, considerato uno dei migliori nel genere, nonché uno dei primi e più importanti. Il film ha l’indubbio pregio di riuscire a mettere a disagio davvero,  in questa pellicola nessuno è innocente al di là di ogni ragionevole dubbio. La festa di un gruppo di ragazzi dell’alta borghesia si trasforma lentamente nel peggiore degli incubi, due feroci teppisti, riescono a farsi invitare alla serata e trasformano il party in una terribile nottata. Ma forse nulla è come sembra.

2  Non violentate Jennifer di Meir Zarchi

Lo sconosciuto Meir Zarchi girò la pellicola nel 1978, il film alla sua uscita nel 1981 raccolse pareri tutt’altro che lusinghieri, venendo definito dalla critica: “Il film più disgustoso che sia mai stato realizzato”.  Una scrittrice, si ritira in un cottage isolato tra i boschi per terminare il suo libro. Il suo arrivo desta l’interesse di un gruppo di villici locali che iniziano a seguirla e spiarla, facendo diventare lo spettatore complice del loro voyerismo. Ma a lungo andare, il guardare non basta più. Controverso e agghiacciante nella sua impietosa messinscena, spogliato persino della colonna sonora per rendere il tutto ancora più brutale, “Non violentate Jennifer” è decisamente sconsigliato al grande pubblico, ma merita di essere visto almeno una volta dai più temerari cinefili.

1 Cane di paglia di Sam Peckinpah

Per la prima volta, Sam Peckinpah esce dai territori del West, si cala nella contemporaneità e ci regala una delle più spietate riflessioni sulla violenza di tutti gli anni ’70. Il mite matematico David si trasferisce con la moglie in un villaggio della Cornovaglia, dove faticano a inserirsi nella diffidente comunità del posto. Un gruppo di uomini mette gli occhi sulla donna, ma l’ira di David si sfogherà nel momento in cui si troverà a difendere la propria casa. Pessimista, nichilista, semplicemente splendido.

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