Insalata caprese: come gustarla al meglio

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Estate: tempo di freselle e di insalata caprese, piatti semplici, freschi e genuini che vi aiuteranno a ritempravi anche sotto il sol leone di luglio e agosto.

E poi che ci vuole a preparare una fresella o una insalata caprese, dirà qualcuno.



Eppure nonostante l’apparente semplicità, è facile incorrere in piccoli errori quando si prepara questa insalata. Anzitutto lo spessore delle fette alternate di pomodoro e mozzarella.

Dovrebbero essere di spessore simile, idealmente di circa mezzo centimetro. Invece spesso ci si imbatte in fette di pomodoro troppo spesse alternate a fette di mozzarella troppo sottili. Terribile a vedersi e poco gradevole a mangiarsi.

Insalata caprese, errori da evitare

Ricordatevi poi che i latticini tendono a secernere il siero quando sono affettati e se un poco è gradevole, il troppo stroppia: a nessuno piace mangiare una insalata caprese che galleggia nel latte della mozzarella.

O in un eccesso di succo di pomodoro. Per evitarlo, affettate la mozzarella una decina di minuti prima di comporre la vostra insalata e utilizzate varietà di pomodoro meno ricche di succo.

A proposito del pomodoro: da evitare quelli troppo maturi, che oltre ad avere un’abbondanza di componente acquosa sono difficili da affettare. Preferiteli sodi, possibilmente della varietà “cuore di bue” (se di piccola dimensione) o meglio ancora i “costoluti”.

Entrambe le varietà hanno pochi semi e una polpa compatta. Se poi volete essere creativi potete anche utilizzare datterini, ciliegini o pomodorini del Vesuvio, magari anche quelli gialli misti ai rossi.

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Mozzarella: bufala o fiordilatte?

La mozzarella dovrà essere fiordilatte o bufala? Differenza che forse non sarà apprezzata a Nord di Caserta ma si rivela vitale in Campania.

La mozzarella di bufala è più sapida e generalmente più ricca di latte, il fiordilatte è vaccina, meno grassa e mano sapida oltre che con una minore percentuale di latte. Per l’insalata caprese è da preferire, assolutamente,

Ultimo ma non meno importante ingrediente, il basilico: la sua foglia non è puramente decorativa, serve a dare profumo e “spinta” alla vostra caprese.

Il suo gusto dovrà invece sprigionarsi solo nel palato una volta ingerita la foglia (non sarete mica di quegli sciagurati che lasciano il basilico nel piatto?) che per questo non andrà tagliata né tanto meno tritata. Non state preparando una pasta al pesto, in fondo.

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Tre soli ingredienti per un piatto fresco ed equilibrato

Tutto qui? Tutto qui, la ricetta originale dell’insalata caprese non prevede altri ingredienti, ma de gustibus: capperi, olive, cipolle, “un filo d’olio”. Le varianti “arricchite” e reinterpretate in base al gusto personale si sprecano. Va tutto bene purché non stravolga il gusto e la freschezza della caprese.

Con un solo divieto tassativo: l’origano, che può essere ottimo in un’insalata di pomodori ma fa a pugni col basilico e dunque in una caprese “non c’azzecca” nulla. Ultima avvertenza: il sale mettetelo solo sulle fette di pomodoro, una volta che l’insalata è servita, appena prima dell’assaggio.

L’olio potete invece cospargerlo, con delicatezza, su tutta l’insalata sempre poco prima di gustarla. Come vino, se volete, sorseggiate un Asprino d’Aversa o una Falanghina, le cui note acidule e fiorite ben si sposano col sapore, delicato, del fiordilatte attorno a cui ruota tutta la caprese.

Che assolutamente va mangiata entro 5 minuti dalla preparazione o poco più e non va mai conservata in frigo (come in genere la mozzarella una volta affettata). Pena la condanna all’inferno dei gourmet.

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